#100.4 - Ghost cat and marble block

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Un #sogno di qualche tempo fa che voglio condividere con voi.
Camminavo con mia madre dirette al centro del paese a fare la spesa. Facevamo lo stesso tragitto di tutti i giorni. 
La strada era un breve rettilineo in cui sulla destra oltre ad una fila di auto parcheggiate c'era un lungo palazzo. Dal lato opposto della strada un muretto di protezione che affacciava su una collina che dava nome al rione dove vivevamo: il Poggiarello. In quella zona recentemente hanno costruito delle case nuove. Ma era al tempo stesso ricca di verde, con alberi e cespugli. 


Stavamo appunto guardando in quella direzione, quando nelle vicinanze degli alberi e al tempo stesso nei pressi delle ultime case, vidi una specie di capannone. Era in legno, fatto con travi e assi. Ma io ero convinta che fosse solo una copertura e che l'interno in realtà fosse in mattoni.

Decisi di andare a controllare assieme a mia madre (chissà con quale diritto poi). Una volta arrivati sul posto e varcata l'entrata scoprii che quello che pensavo era sbagliato. Era effettivamente in legno, ma sembrava tutto abbandonato. Alcune assi del tetto erano crollate lasciando enormi squarci che lasciavano filtrare la poca luce che riusciva ad oltrepassare le fronde degli alberi. Era di forma rettangolare, il lato corto del capannone era rivolto verso la parete della collina. Riuscivo a vederla perché la parete era praticamente di quel lato inesistente. 
Era una sorta di magazzino di un lavoratore, forse un falegname perché al centro dell'enorme stanza cerano dei lunghi tronchi ammassati uno sull'altro. Come in attesa di essere tagliati. C'erano degli scaffali con utensili da lavoro, delle botti, paglia e molto altro.

Stavo guardando meglio quando alle mie spalle sento uno scricchiolio e un fruscio. Mi volto di scatto perché credevo fosse il padrone dello stabile, invece dietro una parete di separazione c'erano due piccioni bianchi che se ne volarono via subito.
Dopo aver osservato i due piccioni volarsene via i miei occhi si fissarono su una parete dove c'erano due enormi sacchi di iuta, pieni e legati e dei resti di blocchi di marmo bianco. Su uno dei frammenti più grandi c'era un pozzo di una frase "Destinar..." e poi finiva lì.

Mentre ero chinata per vedere meglio i blocchi di marmo rotti sento vicino a me una presenza. È un gatto dal pelo lungo. Un gatto fantasma che emetteva una luce che variava da un bianco assoluto quasi accecante all'azzurro. Mi si avvicina lentamente e cerca di farsi spazio tra me e i blocchi di pietra. Come se io intralciassi la sua visione. Così mi alzo e vado via dal capannone. Nel girarmi per dare un ultima occhiata vedo che il gatto si è seduto e guarda il pezzo con la scritta a metà. Alla fine mi svegliai...



Tool: Pencil on paper + Photoshop CC on Illustration 1
Tool: Ballpoint pens + Photoshop CC on Illustration 1 and 2

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