#12 - Una storia nel cassetto

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Ho una storia da raccontare. Ma la tengo in un cassetto da anni e da quando è lì dentro non fa altro che scalpitare per uscire. Anche da fuori c'è qualcuno che cerca di tirare quel cassetto per liberarla... Ma non sono io quella che sta tirando.

Io sono quel cassetto e allo stesso tempo sono quella che non vuole che si apra. Non ora, almeno. In realtà quella che sta afferrando saldamente la maniglia e sta tirando per cercare di far uscire la storia è mia madre. E sappiate che è una persona molto testarda. Lei pensa che questo racconto lo dovrei realizzare sotto forma di romanzo, non di fumetto. Ma io non sono scrittore. Non so nemmeno da dove si cominci.
Penso che, almeno nel metodo di stesura delle prime bozze non si differenzi molto tra fumetto e romanzo. Immagino che si parta dai classici "Chi/Come/Dove/Perché", e mano a mano si proceda nella caratterizzazione dei personaggi, dei luoghi. Ma cosa più importante cosa voglio trasmettere a chi legge?

La storia che è chiusa in quel cassetto, me la porto dietro ormai da anni. La prima stesura credo che l'abbia buttata giù nel lontano 2001, quando ancora non frequentavo la Scuola Internazionale di Comics di Roma. La creavo direttamente sotto forma di fumetto, senza passare prima dal soggetto, sceneggiatura e tutto il resto. Prendevo un foglio per fotocopie e mi creavo la storia vignetta dopo vignetta. Rigorosamente manga, perché all'epoca erano i fumetti che leggevo di più. Disegnavo subito i lineart finito (si fa per dire), prendevo pennino e inchiostro ed inchiostravo. Senza dimenticarmi dei balloon. Nuvolette enormi con dialoghi altrettanto lunghi che facevo fatica a farli entrare in una nuvoletta. A rivederli ora mi metto le mani nei capelli! Mi dico, ma davvero facevo quelle cose?

Poi ho cambiato tutta la storia. A dir la verità l'ho stravolta, cambiando protagonisti, tematica e trama stessa. Se qualcuno leggesse la storia ora e la paragonasse a quella scritta nel 2001 vi direbbe che sono due storie a parte. Che non hanno nessun legame tra loro. Ma nonostante tutto ho un problema.
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La storia non è definita al cento per cento. Ha ben tre incipit diversi che secondo me potrebbero funzionare, so come potrebbe finire... ma mi manca lo svolgimento. Ovvero la parte centrale. Ho degli stralci di storia, dialoghi in giro che devo decidere se e dove inserirli. Ho quasi completato la descrizione dei personaggi. Definito il carattere il loro passato ed eventuale futuro. Come interagiscono e che tipo di rapporto intercorre tra di loro. Se sono amici, se hanno legami sentimentali o di parentela. Cosa si prefiggono. Ho iniziato a studiarmi il loro antagonista e cosa lo spinge ad esserlo. Insomma, si direbbe che sia già molto avanti. Ma purtroppo non è così ed è qui che si vede la mia pressoché mancanza nel saper scrivere. 

Ecco perché quando mia madre dice che dovrei farne un romanzo io le rispondo che la cosa non può essere possibile proprio perché non ho esperienza nel settore. Casomai, potrei proporla come fumetto, ma anche in quel caso dovrei avere già acquisito esperienza nel settore. 

Chiedo scusa ai miei lettori se regolarmente propongo post un po' lunghi e ringrazio chi ha la pazienza di arrivare a leggere fino alla fine, ma ogni tanto, e specialmente in quest'ultimo periodo sento il bisogni scrivere per mettere in ordine i miei pensieri. Probabilmente tornerò su questo argomento e ricordate: "Non diffidate dell'insistenza delle mamme, alcune volte capiscono molto prima di noi quando è il momento di buttarsi in progetti nuovi!" :D
L'osservare, il meditare, il disegnare, il colorire sono i quattro fondamenti su' quali riposa tutto il magistero dello scrivere. ~ Giuseppe Bianchetti
A presto!

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